
Hong Kong gennaio 2025
Mi sono spesso chiesta da cosa potesse derivare questo mio interesse quasi innato per l’Asia. Cina e Giappone, in particolare, sono due universi che, fin da bambina, hanno attratto la mia attenzione generando curiosità e un singolare sentimento di struggente nostalgia che ancora oggi mi accompagna.
Oggi, se devo proprio cercare una risposta razionale a questa mia attrazione per l’Asia, ci sono due fonti principali alle quali faccio riferimento.
La prima è il ricordo di un libro: “Fiabe e leggende dell’antica Cina”, edito nel 1975 da Fratelli Fabbri Editori. Non ricordo chi mi regalò questo testo, e mi dispiace molto. Vorrei che quella persona sapesse quanto la sua scelta di allora abbia influito sul mio orientamento e sulla mia sensibilità. Non so con certezza a che età questo libro sia entrato nella mia vita. La mia copia è datata 1975, e io in quell’anno avevo 4 anni. Avevo iniziato a leggere e a scrivere almeno un anno prima della scuola elementare. Potrei quindi ipotizzare che quel testo mi sia stato regalato attorno ai 5 anni di età.

La mia copia, datata 1975 — avevo forse 5 anni quando questo libro entrò nella mia vita
Le illustrazioni sono la cosa che più mi porto dentro di quel libro. Ce ne sono alcune che mi sono rimaste impresse in maniera particolare: il drago dorato, la pergola con i glicini, i vestiti delle dame di corte, il copricapo a forma di drago di uno dei personaggi delle fiabe…Trascorrevo ore guardando quelle immgini e fantasticando su mondi lontani. L’illustratore della mia edizione è Rizzato, un artista molto noto sia per le illustrazioni di libri che per le sue opere pittoriche. Vi metto qui alcune foto delle immagini: spero di non infrangere alcun diritto, se così non fosse, scrivetemi — mi scuserò e le toglierò.

Vi è poi una seconda fonte che ha sicuramente acceso in me la curiosità per l’Asia: i racconti che mia nonna mi faceva sulla “zia Rina”. La zia Rina era una prozia che, a inizio del XX secolo, avrebbe viaggiato fino a raggiungere il Giappone. Altri parenti che ho consultato non mi hanno confermato questo fatto, ma mia nonna non era per niente il tipo da inventarsi le cose. Inoltre, in casa sua c’erano alcuni oggetti chiaramente provenienti dal Giappone — portati, a suo dire, dal lungo viaggio della zia Rina.
Mia mamma, poi, mi raccontava che, in occasione di un soggiorno a Roma presso l’appartamento della zia, aveva indossato per gioco meravigliosi kimono in seta e mi parlava di un raffinato gioco con le tessere in avorio, simile al mahjong.
Il mistero che avvolge questo fantomatico viaggio, gli oggetti di cui ho sentito parlare tante volte e che ho visto nelle case di mia nonna: tutto questo ha alimentato la mia curiosità per il Continente Asiatico. Se a tutto ciò aggiungiamo il fascino per questa prozia indipendente e viaggiatrice… chi mi conosce capirà da dove derivano alcuni tratti fondanti del mio carattere!
C’è un terzo ricordo che si aggiunge ai primi due, e che solo oggi trova il suo posto in questa storia: i piatti e oggetti per la casa che mia nonna comprava presso quelle che lei chiamava “missioni cinesi”. Spesso mi portava con sé in occasione dell’apertura di queste vendite di beneficienza. Mi ricordo che a Udine si svolgevano sotto a un enorme tendone che veniva allestito nei pressi del Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Solo di recente ho scoperto che quei piatti, provenivano da Hong Kong e sono proprio quelli che oggi ricerco e che, partendo dai pezzi che ha lasciato mia nonna, amo collezionare.

Le ciotoline di mia nonna, comprate alle missioni cinesi di Hong Kong — l’origine della mia collezione
Un libro, il viaggio leggendario di una prozia, un tendone bianco che sembrava portare l’Oriente fin dentro la piazza I maggio a Udine: tre fonti diverse, tre voci della mia famiglia, che convergono tutte nella stessa direzione — quella curiosità per l’Oriente che mi accompagna da quando ero bambina, e che oggi vorrei finalmente raccontare qui nel mio blog.

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